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Testo Apologia
Testo Apologia
Rovistando tra le pagine strappate dalla storia,
ne trovammo qualcheduna che conserva la memoria
di anni oscurati da una fitta coltre di menzogna,
uomini traditi e in piedi tra rovine di vergogna,
un secondo giuramento fatto in nome dell'Onore,
donne e bambini bombardati dal liberatore,
agguati ed imboscate dànno gloria ai vincitori
mucchi di ossa dissepolte vanto degli infoibatori.
rit.:
Apologia, è colpa mia se non ho dimenticato
apologia, è colpa mia se io non ho disertato
apologia, è colpa mia se ogni giorno ho ricordato,
apologia, è colpa mia se io non ho mai mollato!
C'è una lunga scia di sangue che ci unisce a quella storia,
sangue d'uomini e ragazzi che han pagato la memoria:
fiori sparsi sui selciati della nostra terra ingrata
ed il cielo lacerato dalle sbarra di una grata;
pieni di sogni e speranze ma incapaci di aspettare,
ci trovammo soli sopra una tigra da cavalcare,
noi stregati dalla melodia di canti senza tempo,
urla e menzogne dei vigliacchi le disperde il vento
rit.
Se la fratellanza d'armi fu una breve primavera,
il sogno che la sorresse non è certo una chimera;
e se nelle piazze più non bruciano le barricate,
sogno ancóra di vedere i miei nemici a mani alzate;
troppo sangue e troppi morti che non so dimenticare,
ma per anni oscuri una luce continuò a brillare;
e se l'oggi con quegli anni non ha molta analogia,
sento risuonare in mille cuori quella melodia...
ne trovammo qualcheduna che conserva la memoria
di anni oscurati da una fitta coltre di menzogna,
uomini traditi e in piedi tra rovine di vergogna,
un secondo giuramento fatto in nome dell'Onore,
donne e bambini bombardati dal liberatore,
agguati ed imboscate dànno gloria ai vincitori
mucchi di ossa dissepolte vanto degli infoibatori.
rit.:
Apologia, è colpa mia se non ho dimenticato
apologia, è colpa mia se io non ho disertato
apologia, è colpa mia se ogni giorno ho ricordato,
apologia, è colpa mia se io non ho mai mollato!
C'è una lunga scia di sangue che ci unisce a quella storia,
sangue d'uomini e ragazzi che han pagato la memoria:
fiori sparsi sui selciati della nostra terra ingrata
ed il cielo lacerato dalle sbarra di una grata;
pieni di sogni e speranze ma incapaci di aspettare,
ci trovammo soli sopra una tigra da cavalcare,
noi stregati dalla melodia di canti senza tempo,
urla e menzogne dei vigliacchi le disperde il vento
rit.
Se la fratellanza d'armi fu una breve primavera,
il sogno che la sorresse non è certo una chimera;
e se nelle piazze più non bruciano le barricate,
sogno ancóra di vedere i miei nemici a mani alzate;
troppo sangue e troppi morti che non so dimenticare,
ma per anni oscuri una luce continuò a brillare;
e se l'oggi con quegli anni non ha molta analogia,
sento risuonare in mille cuori quella melodia...
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