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Testo Carolina
Testo Carolina
Il nome che si diede era Carolina
Figlia di un minatore
Tra i ricordi di ieri
Nei suoi occhi così fieri
Il tramonto specchiava il suo colore
Veniva da Alghero attraverso il mare
Diceva: è mio padre che mi ha mandato
Il carbone era poco Per accendere il fuoco
E l'inverno nei cieli sarebbe arrivato
Raccontava di venire in cerca di lavoro
Non credeva nel domani
Per una minestra da scaldare
E un letto dove stare
Avrebbe sporcato le sue mani
Ma i tempi erano duri Signore e il lavoro poco
Nel molo si lasciava cadere
Non le chiesi come mai
Quando la incontrai
Nella vecchia Genova a versare da bere
Mise via abbastanza per tornare a casa
Si chiedeva se era vero
Ma qualcuno giù al porto Le disse "Tuo padre è morto"
La voce veniva da Alghero
Vendeva le sue notti al buio dei carruggi
Rincorsa dal dolore
Quanto vino hai versato?
Quanti uomini hai baciato?
Senza mai cedere all'amore
La trovarono giù al porto, una notte di novembre
La credevano partita
Nella mano stringeva
Un biglietto che diceva
Vecchia Genova, che Dio ti benedica
Il nome che si diede era Carolina
Figlia di un minatore
Tra i ricordi di ieri
Nei suoi occhi così fieri
Il tramonto specchiava il suo colore
Figlia di un minatore
Tra i ricordi di ieri
Nei suoi occhi così fieri
Il tramonto specchiava il suo colore
Veniva da Alghero attraverso il mare
Diceva: è mio padre che mi ha mandato
Il carbone era poco Per accendere il fuoco
E l'inverno nei cieli sarebbe arrivato
Raccontava di venire in cerca di lavoro
Non credeva nel domani
Per una minestra da scaldare
E un letto dove stare
Avrebbe sporcato le sue mani
Ma i tempi erano duri Signore e il lavoro poco
Nel molo si lasciava cadere
Non le chiesi come mai
Quando la incontrai
Nella vecchia Genova a versare da bere
Mise via abbastanza per tornare a casa
Si chiedeva se era vero
Ma qualcuno giù al porto Le disse "Tuo padre è morto"
La voce veniva da Alghero
Vendeva le sue notti al buio dei carruggi
Rincorsa dal dolore
Quanto vino hai versato?
Quanti uomini hai baciato?
Senza mai cedere all'amore
La trovarono giù al porto, una notte di novembre
La credevano partita
Nella mano stringeva
Un biglietto che diceva
Vecchia Genova, che Dio ti benedica
Il nome che si diede era Carolina
Figlia di un minatore
Tra i ricordi di ieri
Nei suoi occhi così fieri
Il tramonto specchiava il suo colore
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